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Cavalli indomati

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15,00

 

«Presentare un autore come Konstantin Pavlov è un compito insidioso da più punti di vista. Lo è perché a ogni passo si rischia di inciampare in discorsi deformanti, apologetici. D’altra parte, siamo parzialmente scusati poiché è proprio la sua biografia a predisporci a questo tipo di peccati, a coinvolgerci a tal punto da farci perdere la distanza psicologica. Difficile parlare di un poeta che detestava essere definito tale («Quando qualcuno mi dice che sono un “poeta” mi viene voglia di dargli un pugno»), che fisiologicamente detestava il senso di appartenenza e i compromessi intellettuali. Pavlov nell’esercizio della sua arte non ha praticamente né predecessori né contemporanei tra i suoi connazionali. Ha dato forme e temi nuovi alla poesia bulgara della seconda metà del XX secolo. Ha lasciato – in vita – un’eredità con cui si sono confrontati i poeti della sua generazione, i loro figli e i poeti nati dopo, nel cosiddetto mondo “libero”. I suoi versi, in barba alla censura, che ne vietò la pubblicazione per più di vent’anni, circolavano di mano in mano, li si imparava a memoria».

dallo studio introduttivo di Alessandra Bertuccelli

 

 

Descrizione

 

174 pagine
ISBN: 978-88-98518-73-9

Kostantin Pavlov (Vitoško 1933 – Sofia 2008) fu poeta e sceneggiatore. Oggi è considerato un classico della poesia del secondo Novecento bulgaro. Dette vita a una poetica originale, innovativa e autonoma dal canone letterario dell’epoca, il realismo socialista. Una libertà che, a seguito dell’uscita del suo secondo libro Stihove (1965), gli costò lunghi anni di silenzio e di isolamento. All’attività poetica, mai interrotta e anzi, fertilissima e continuativa pur se costretta alla clandestinità, affiancò quella “legale” di sceneggiatore cinematografico, dando un significativo contributo artistico anche in quel campo. Scoccato il 1989, venne a cadere il divieto di pubblicare poesia e nel giro di pochi anni uscirono testi inediti e antologie, tra cui Pojavjavane (1989), Agonio sladka (1991), Ubijstvo na spjašt čovek (1992), Elegičen optimizăm (1993), F’oni măti krăgli rečni kamăni (1993), Repeticija za gala-tanc (1995), Intervjuta (1995), Spasenie (1995), Otdavna (1995), Spomen za straha. 1963 (1998), Zapiski 1970-1993 (2000), Nadpjavane. Paskvil (2001). È stato tradotto in tedesco, inglese, francese, spagnolo, macedone, russo, polacco, serbo e croato. Cavalli indomati è la prima antologia poetica in italiano interamente dedicatagli. Consapevole e lucido osservatore dell’uomo e del suo tempo, disincantato e sprezzante, e insieme, furente maestro di libertà e dignità, Konstantin Pavlov rientra a tutti gli effetti nell’orbita della più alta cultura europea del secolo scorso.

1 recensione per Cavalli indomati

  1. Giorgia Spadoni su “Meridiano 13”

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