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Il disordine della fuga

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Dicono che fuggire non sia un gesto nobile, e che ci sia più coraggio nel restare: peccato, suggerisce Antonella Duccini con la sua prosa nitida, asciutta e precisissima, è una cosa così piacevole, a volte triste, a volte onesta, a volte pure divertente. Resta il fatto che la fuga è quasi sempre una richiesta d’aiuto, e anche il gesto necessario di chi lotta per rimanere o diventare se stesso.

Jimi Hendrix una volta disse: «se sono libero, è perché sono sempre in fuga». Solo che bisognerebbe fuggire in modo elegante, disciplinato e sobrio, e invece certe fughe vengono fuori sfilacciate, sghembe e rumorose. Di certe fughe, sembra dirci l’autrice, resta solo il disordine. E quattordici ottimi racconti, aggiungerei io.

dalla prefazione di Francesco Mencacci

Descrizione

Antonella Duccini, laureata in Lettere all’Università di Firenze, ha iniziato scrivendo di storia ed ha continuato scrivendo racconti.

Suoi racconti sono apparsi nelle raccolte Obtorto collo (Valigie Rosse, 2016) e De Sprofundis (Valigie Rosse, 2017) e sulla rivista Pastrengo.

Il disordine della fuga è la sua prima raccolta in volume.

108 pagine

ISBN 978-88-98518-30-2

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