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La Civiltà Idiota

15,00

Questo volume raccoglie, con l’unica eccezione dell’articolo finale, interventi apparsi su «alfabeta2» nei suoi primi quattro anni di vita, dal 2010 al 2014. Di quel laboratorio culturale e politico, sono anche, almeno in parte, una diretta testimonianza. Si tratta, in accezione ampia, di saggi politici. Di politica, certo, culturale, ma anche di politica tout court, se la sua appassionata curiosità porta Inglese ad affrontare i temi del giorno nazionali e internazionali (il lettore sarà colpito dall’attualità di questi temi, che pure risalgono spesso a diversi anni fa) in una continua spola tra contingenza sociale e orizzonte intellettuale. Mentre interroga gli avvenimenti dei nostri giorni nella ricca prospettiva di uno scrittore italiano che vive a Parigi, Inglese non manca di interrogare quella stessa prospettiva, di giudicarla e di rimodularla senza risparmiare acuminate critiche alle aporie sia del campo progressista a cui pure convintamente appartiene sia del mondo degli “esperti” con la loro pretesa neutralità.

Ai critici, questo libro interesserà soprattutto perché raccoglie gli interventi extra-letterari di uno dei nostri maggiori poeti; e in effetti non mancano contatti non solo tra i soggetti qui trattati e l’attività creativa di Inglese, ma anche tra lo stile lucido e avvolgente di queste pagine di analisi e la felicità stilistica di quelle d’invenzione. Un pubblico potenzialmente molto più numeroso, tuttavia, troverà nei vari articoli materia di riflessione, anche grazie alla pluridirezionalità degli argomenti, degli scenari, delle forme (è presente tra l’altro anche un gruppo di interviste a importanti studiosi francesi).

Descrizione

Dotato di un pensiero «indocile e insieme maturo, scontento dei luoghi comuni, attento alle voci fuori dal coro e interrogante» (così Luca Lenzini nella postfazione), con La civiltà idiota Inglese si e ci interroga sul significato della crisi finanziaria e dei migranti bloccati a Calais, dei rigurgiti fascisti nelle nostre periferie e delle azioni politiche di segno opposto partite dal basso, fino alle libere indagini a proposito della figura odierna dell’intellettuale: un itinerario punteggiato di duelli tra lo scoraggiamento e una testarda speranza nelle facoltà umane dell’essere umano.

Andrea Inglese (1967) di Milano, vive a Parigi. È uno scrittore. È stato docente di filosofia al liceo e ha insegnato per alcuni anni letteratura e lingua italiana all’Università di Paris III. Ha pubblicato un saggio di teoria del romanzo L’eroe segreto. Il personaggio nella modernità dalla confessione al solipsismo (2003) e numerosi interventi critici in libri, riviste, e blog. Tra i suoi libri di poesia, La distrazione (Sossella, 2008, Premio Montano 2009), Commiato da Andromeda (Premio Ciampi – Valigie Rosse 2011) e Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato, apparso in edizione italiana (Italic Pequod, 2013), francese (NOUS, 2013) e inglese (Patrician Press, 2017). Nel 2016, ha pubblicato per Ponte alle Grazie il suo primo romanzo, Parigi è un desiderio (Premio Bridge 2017, finalista Premio Napoli). Nel 2018 ha pubblicato il volume di prose Ollivud (Prufrock Spa). È uno dei membri fondatori del blog letterario Nazione Indiana. È nel comitato di redazione di «alfabeta2».

152 pagine, 17×24

ISBN 978-88-98518-210

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