Il Premio Ciampi – Valigie Rosse 2025, per la sezione italiana viene assegnato al poeta Luca Bresciani, che nell’albo d’oro del premio è senza dubbio tra i poeti più intimamente ciampiani, nel senso che la sua è una lirica molto vicina al quotidiano, e allo stesso tempo distante per la personalissima magia che vi è infusa, come quella di Sporca estate: «figli, vi porterei a cena / sulle stelle, ma non ci siete». Anche Bresciani senza discostarsi dal dato più semplice come un cacciavite a stella o a taglio, pure ci fa sentire le parole o piuttosto il silenzio delle cose, come in questi versi: «Se la polvere ci parlasse / di sé non racconterebbe niente / ma ci direbbe della smania dei ragni / e dell’infelicità dei pavimenti».
«Le poesie di Bresciani – scrive Paolo Maccari nella Nota al volume – come torna a testimoniare brillante- mente La stella e il taglio, sono congegni che producono piccole detonazioni sulla crosta dell’abitudine. Il fine non è rivoluzionare il reale, ché sarebbe una pura infantile aspirazione riparatoria, ma crettarne la superficie affinché, attraverso una crepa, filtri una verità inconsueta, che sfugge a chi su quella stessa crosta è solito scivolare inconsapevole. Fuor di metafora, i testi si dispongono spesso ad alterare, senza renderli irriconoscibili, i termini delle nostre vite ordinarie, dove gli strumenti umani sono in prima battuta gli strumenti del lavoro, i vessilli del mestiere che ci tiene avvinti e vorrebbe smemorarci».
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