Il Premio Ciampi Valigie Rosse è assegnato quest’an- no, per la sezione straniera, al poeta statunitense Mathias Svalina, non solo poeta, ma personaggio di natura ciampiana, per il suo originalissimo approccio alla dimensione creativa. Prendete i giochi all’aperto che hanno accompagnato l’infanzia di ciascuno di noi – il nascondino, la palla avvelenata, «chi vuol giocare metta un dito sotto» –, spogliateli della loro ingenuità e guardatevi dentro. Vi troverete un’ossessiva architettura di regole, una sequenza di ordini e costrizioni, la prima e più spietata forma di disciplina a cui il mondo ci sottomette. Partendo da un vecchio opuscolo pedagogico degli anni Cinquanta scovato in un negozio dell’usato in Nebraska, Mathias Svalina edifica una straordinaria macchina allegorica dove il cortile della scuola si allarga fino a coincidere con l’intera America, con le sue contraddizioni stori- che, sociali e politiche. In questo libro di prose surreali e programmatiche, organizzato in una progressione che va dai Giochi per bambini più grandi ai Riti di passaggio (Primo bacio, Primo lavoro, Confessione), fino ai Giochi di guerra, la figura enigmatica di Quello Che (It) incarna il bambi- no chiamato di volta in volta a scoprire la sorte che gli è stata assegnata. Le istruzioni del gioco mantengono una rigorosa e geometrica precisione retorica, ma deragliano costantemente verso il fantastico, l’angoscio- so e il lirico: i cortili si popolano di fari nella notte, scorpioni, Molotov, macchine nel lago ed esplosioni improvvise. Tra l’anarchia dell’invenzione e il rigore delle norme, Svalina mostra come le strutture sociali – il lavoro, la religione, i media, la violenza di Stato – si riflettano già nei rituali minimi e crudeli dei nostri primi anni. L’America in gioco è una riflessione luminosa e malinconica sull’identità e sui confini che ci definiscono, su quella «vita feroce» nella quale, per dirla con Piero Ciampi, «un sorriso innocente / si sta smarrendo».
Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.